domenica 7 agosto 2011

Undefined

Non annunciato, il dolore arriva sempre.
Una sagoma da lontano può assomigliare a tante cose. Anche a te, che sei adesso troppo lontano perchè io possa ricordare com'era esattamente il tuo corpo nel buio. Però non eri tu, era un altro, quello che dicevano tutti ti assomigliava, quello che odiavi tanto, forse perchè ne eri attratto. Come me, che mi ero innamorata di te perchè gli assomigliavi, e perchè sapevo che tanto lui non sarebbe mai stato mio. Però nemmeno tu lo sei stato, in fondo. O almeno, non come avrei voluto io.
Curioso, quello che può fare la notte su un corpo umano.
Trasformare un amore che non è mai vissuto in uno che si è suicidato.

mercoledì 22 giugno 2011

La Farfalla e il Nichilista

E Tutto è calmo, come nella poesia di Sandro Penna.
Ma il male di vivere tu lo hai incontrato solo negli occhi di colui che ami, tu che voli ad altezze inimmaginabili per i comuni mortali. Lui ti guarda dall'alto della sua fossa buia, dove non potrai raggiungerlo, ma nella quale lui può sentire la tua voce che fa salire le lacrime agli occhi, tanto è bella.
Le vostre dimensioni non si incontreranno mai, e sarà questo che vi salverà.
Tu manterrai la tua purezza estatica, e lui la sua affascinante angoscia.
Quando non avrà voglia di tuffarsi in un gomitolo di strade, il tuo passo solitario percuoterà le strade della notte e arriverà fino a lui, cullandolo nel bozzolo riarso della sua disperazione.
Un giorno, dentro l'occhio disumano della notte, vedrai la luna rossa nella sua trionfale bellezza e cercherai di impressionarla col tuo secondo occhio.
Ma la luna cambia umore da un momento all'altro, e andrà a nascondersi dietro al palazzo di fronte a casa tua, la tua casa vergine e bianca, calda come i colori che ami, preziosa come la poesia, intima come i tuoi libri.
La tua casa dove la meta è il ritorno a te stessa.

domenica 15 maggio 2011

L'addio al non-luogo

Torno a casa con la voglia di scrivere. Esco da quel locale promettendo che è l'ultima volta che ci lavorerò. Poi mi ricordo che l'ho detto troppe volte, così metto a tacere i buoni propositi e mi limito a camminare, tesa verso la mia grande casa vuota, verso lo specchio che aspetta di vedermi senza trucco.

Stasera però mi passa davanti tutta la vita di quel posto, e mi viene in mente ancora una volta che tutti i miei amori li ho conosciuti lì, li ho incontrati, li ho baciati, li ho amati guardandoli da dietro il bancone.

Davanti allo specchio, penso che la crema antirughe non basterà a ridarmi il viso puro del tempo in cui avrei voluto essere sporca, e non cancellerà tutto quello che ho fatto per essere quello che sono ora.

Abbasso gli occhi alla mia collezione di profumi finiti che contengono passati remoti. Novella Proust, li apro uno ad uno, e un orgasmo di ricordi mi colpisce senza pietà. Vorrei averli addosso ora, tutti i profumi che mi sono stati addosso tutta la vita.

lunedì 21 febbraio 2011

Danzatrice del precipizo

Quanto tempo ancora potrò andare avanti in questo corpo, a danzare su mani che non riescono a tenermi salda come vorrei?
Vorrei scrivere a lungo, ma sono rinchiusa sempre negli stessi pensieri che non voglio vedere scritti.
Quand'è che riuscirò a superare del tutto il dolore di essere stata abbandonata e ferita con violenza e crudeltà?
Eppure lui è lontano anni luce dal mio ideale, e lei è troppo insignificante per poterla paragonare a me.
E allora cos'è, cosa?
E' che ormai è diventato un simbolo senza volto, il simbolo del tempo che passa, il simbolo della distruzione ciclica della mia vita, il fantasma dei fantasmi, onnipresenti protagonisti e distruttori della mia vita.
Succube del loro apparire e sparire a sorpresa, io mi abbandono al desiderio di sparire in uno spazio senza tempo e senza emozioni, con la Bellezza fedele al mio fianco che non riuscirò mai a possedere fino in fondo.

mercoledì 29 dicembre 2010

Bilanci di fine anno

Con questo viso che si sta sfasciando, guardo il fard sul mobiletto del bagno e penso che non servirà a colmare i solchi delle mie guance.
Penso che il 29 gennaio 2011, sarà di nuovo lì, quasi intatto.
Alle 3.33, come ogni notte, guardo improvvisamente l'orologio, spinta da un venereo bisogno, e una risata sgorga improvvisa dalla mia bocca, che risuona in tutta la mia casa vuota.
Scrivo solo per te, mia unica lettrice sconosciuta agli antipodi del mio segno astrologico, mio alter ego lontano che forse non incontrerò mai.

Lui mi ha deluso oggi, ed i suoi tentativi di giustificarmi mi hanno allontanato anni luce.
Sono sola, più che mai.
Forse ristabilirò un precario equilibrio, ma a che scopo?

Sono irrimediabilmente ferita da troppi fantasmi che mi gridano nelle orecchie.
E lui, l'altro, è sempre lì, nella mia testa, a ricordarmi quanto era riuscito ad entrarmi dentro, e quanto è lontano adesso, dopo avermi conficcato un paletto nel cuore e non essersi neanche gosuto la mia agonia.

Forse era troppo impegnato a conficcarsi qualcos'altro, chissà, per vedere me, il suo lucido specchio, diventare opaco e scomparire nel nulla.

Questo era il suo segreto, il suo terribile e oscuro segreto che è diventata la mia taciuta ossessione.

Bilanci del 2010: un lavoro perduto, un amore perduto. Non male per una donna perduta.
Un angelo incontrato, che non so ancora quanto voglia volare con me, a quale altezza arrivare.
Il teatro ritrovato, la scrittura mai abbandonata.
Credo che l'unica salvezza sia salire sul palco e recitare. Recitare di essere me stessa, recitare di essere qualcun altro. chi può accorgersene, in fondo, se non io?

La mia foto a 19 anni mi guarda con degli occhi che non sono più i miei.

venerdì 10 settembre 2010

Citazioni tra di noi

Tu sei Reale come il dolore che sento e che mi leva il respiro.
Il tuo odore vive nella mia stanza e nelle mie papille gustative.
Sbaglierò il nome del profumo, quello sì, ma so che mi girerò di colpo quando lo sentirò, cercando i tuoi occhi enormi.
Lontano dall'essere un fantasma, ti imploro di entrarmi dentro e di farmi ancora più male, perchè a volte non mi basta tutto quello che negli anni si è accumulato e mi ha reso nera fuori.

L'anima canta alla porta della camera ignota in cui siamo soli

Regalami ancora quella leggerezza alla quale aspiro e che non raggiungerò mai
fammela vivere attraverso le tue mani
perchè non è ancora tempo di morire.

mercoledì 8 settembre 2010

Verso l'inverno

Quando ti ho conosciuto ero una piccola meschina bugiarda
con l'armadio pieno di maschere per ogni occasione
e cassetti popolati da trucchi che mi coprivano la faccia straziata da umiliazioni inflitte da despoti e giullari.
Pensavo che almeno tu fossi diverso da quei barbari in uniforme che riconoscevo solo dall'odore lontano kilometri.
Mi hanno ingannato il tuo ridicolo modo di portare i capelli, i tuoi vestiti troppo grandi e seri e il tuo modo di parlarmi, più dolce e profondo di quello a cui ero abituata.
Hai scavato un solco nella mia anima solo per vedere se saresti riuscito a raggiungere il cuore, e quando l'hai toccato non ti sei nemmeno preoccupato di ricucire la ferita. Insolito chirurgo sei stato per me.
Il tuo odore, però, ti ha tradito almeno quanto tu hai tradito me.
E' sempre stato fatidioso e disgustoso, ed io ho sempre lottato contro il mio olfatto per ingannarlo e convincerlo che non fosse poi così male.

Quando ho conosciuto lui credevo fosse talmente tanto superficiale che mai avrebbe potuto toccarmi davvero come avevi fatto tu.
Ma il suo odore era talmente perfetto e i suoi occhi talmente puri che mi sono fatta avvolgere e trascinare senza nemmeno riuscire ad opporre una minima resistenza, tanto avevo bisogno di essere risollevata.
Il suo sapore era unico e raro.
Il suo corpo elettrico.
Le sue mani grandi.
La sua bellezza accecante.
Non potevo non cadere nel precipizio e l'ho fatto, senza paura, senza pensare.
Mi sono tolta il trucco prima, e ieri sera anche l'ultima scomoda maschera.
Dalla mia faccia è uscito il nero di mesi, di anni sepolti nei pori della pelle e i suoi occhi hanno tremato lievemente nel vederlo.
Errore o no, mi sono sentita pulita per la prima volta nella mia vita.

Ora che tu non ci sei più, e che lui ha perso la sua purezza con un gesto inutile e codardo, che mi fa sorridere in fondo, mi ritrovo sola in questa stanza popolata solo da innumerevoli fantasmi di ogni epoca che urlano le loro storie e vogliono essere ricordati.
Ci sei anche tu in mezzo a loro.
Ma non riesco a capire se c'è anche lui, o se ancora deve arrivare.